• 05 SETTEMBRE 2010 - 12:32
  • Attualità

Cia dell'Umbria: maggiore attenzione per il biologico

bio.jpg

La Confederazione Italiana agricoltori dell’Umbria segnala, ancora una volta, la scarsa attenzione  nelle misure agroambientali del PSR  al sostegno delle aziende agricole  biologiche. “L’insoddisfazione, denunciata da molti imprenditori agricoli,  nasce, - secondo Brugnoni, presidente regionale della Cia – dalla forte riduzione dei premi rispetto al precedente  PSR 2000-2006 e dalla impossibilità per le aziende biologiche di beneficiare delle risorse della nuova programmazione 2007-2013,  che derivano dalla combinazione tra diverse azioni. Opportunità quest’ultima invece concessa per le misure agroambientali, alle aziende che praticano agricoltura integrata, mediante altre  tecniche ecocompatibili. Pertanto- continua Brugnoni-, oltre al danno anche la beffa, infatti, a pratiche più rigorose e rispettose dell’ambiente seguite dalle aziende biologiche, corrisponde una minore intensità dei premi e una non comulabilità con altre azioni.
Inoltre sottolinea la Cia,  rimangono ancora escluse dal premio a biologico le superfici investite a foraggere, leguminose , prato e prato pascolo, colture invece, agronomicamente importanti per garantire la fertilità del suolo nel metodo biologico . Ulteriore  motivo di penalizzazione per il settore, dichiara sempre la Cia,  risulta la mancata estensione dei rimborsi dei costi di certificazione a quelle aziende che hanno aderito alle misure di sostegno al metodo di agricoltura biologica con il vecchio PSR.
Vista la crisi grave in cui versa il settore in generale e considerata la forte sofferenza delle aziende agricole biologiche in Umbria, per la Cia è alto  il rischio nella nostra regione, di un’ulteriore abbandono delle superfici coltivate a biologico, scese già nel 2009,  secondo i dati SINAB, (Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura biologica) dell’8,1%.  E’ necessario  quindi,  per la stessa Confederazione, sostenere maggiormente l’ attività delle imprese agricole biologiche, prioritariamente, attraverso l’accesso a tutti i  benefìci previsti dal Programma per lo sviluppo rurale dell’ Umbria e con la obbligatoria revisione dei premi inderogabilmente da indicizzare,  riconosciuto che l’ agricoltura biologica rappresenta una grande risorsa per l’ Umbria ed un’opportunità per qualificare ulteriormente le   produzioni agricole e agroalimentari  e per valorizzare e promuovere l’identità,  la vocazione e l’immagine  del  territorio regionale. Occorre, infine, che il Ministero per le Politiche agricole e l’Assessorato all’Agricoltura della regione dell’Umbria, attivino  in tempi rapidi le risorse del Fondo d’ azione nazionale per il biologico,  per consentire la fornitura di servizi specialistici  di assistenza tecnica e di promozione riservati alle imprese biologiche.
“E’ importante che le Istituzioni competenti” - conclude il presidente della Cia , Domenico Brugnoni -  “sostengano maggiormente l’ agricoltura biologica nella quale sono impegnate in Umbria oltre  1000 aziende  con una superficie di circa 40mila ettari, che coltivano cereali, legumi, vino, olio, ortofrutta, e allevano capi  bovini, ovicaprini ed avicunicoli senza utilizzare prodotti chimici di sintesi, svolgendo in tal modo una funzione insostituibile  per l’ economia, l’ ambiente, e la salute dei consumatori”.


Perugia,13 gennaio 2010 
                                                                               


 

biologico1.jpg
Perugia - Via Mario Angeloni 1 - 06125 - tel.075.5002953 fax 075.5002956
Contatti
Stampa questa pagina