• 05 SETTEMBRE 2010 - 13:18
  • Attualità

A Roma l'agricoltura umbra al centro del dibattito nella V Assemblea Nazionale della Cia

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Giuseppe Politi è stato riconfermato, all’unanimità, presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Lo ha eletto la V Assemblea dell’Organizzazione che si è conclusa  venerdì a Roma , che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti delle istituzioni, nazionali comunitarie e internazionali, delle forze politiche, economiche e sociali e del mondo agricolo, dal ministro Zaia, al Presidente della Commissione agricoltura dell’Ue De Castro dal sottosegretario Bonfigli,  a Bersani e Di Pietro. Ai lavori  dell’ Assemblea hanno preso parte oltre 550 imprenditori agricoli  delegati da tutta Italia, che hanno  denunciato  le gravi problematiche che investono il settore profondamente in crisi con un calo drammatico del reddito nel 2009 degli imprenditori  del -25,6%. La Cia ha chiesto una rinnovata politica agraria  in grado di rispondere alle mutate esigenze delle imprese, indispensabile per consentire al sistema produttivo agroalimentare di superare le difficoltà ed essere parte attiva della ripresa economica del Paese.  È necessario  infatti secondo la Cia , un progetto straordinario per affrontare l’emergenza e  per programmare  lo sviluppo dell’agricoltura, per sostenere la competitività  delle imprese agricole nazionali sempre più in difficoltà ad agire in un mercato ampio e concorrenziale, per promuovere e difendere il “made in Italy” alimentare.  Sono  approdate a Roma  anche le tre emergenze dell’agricoltura umbra, il disastro ambientale di Stroncone, la crisi tabacchicola e le difficoltà del comparto  suinicolo. Nella relazione sullo stato dell’agricoltura  si è infatti a lungo trattato del danno ambientale e delle  ripercussioni sulle attività produttive locali ortofrutticole, casearie, sulle produzioni animali, in particolare  bovine, ovine ma anche suine e avicunicole accertate nella vasta area del ternano interessata dall’incendio di Vascigliano.
Danni   ingenti che  ad una prima stima, ammontano a oltre  6 milioni di euro, con 180 imprese in ginocchio,  tutte con perdite di prodotto e senza la possibilità di sostenere l’attività per il prossimo futuro in assenza di   un  intervento urgente  di bonifica e messa in sicurezza del territorio.  Il Vice Presidente della Cia dell’Umbria, Leonardo  Fontanella nel suo intervento  ha richiesto alle autorità presenti e agli organismi dirigenti dell’Organizzazione un impegno per il riconoscimento del “danno ambientale” che  potrebbe  contribuire a sollevare, almeno in parte, il disagio degli agricoltori,  mobilitando risorse adeguate per interventi di bonifica e risarcimento danni.

Segnalata da Domenico Brugnoni nella sua doppia veste di Presidente Cia  e del Gruppo di interesse nazionale di settore, la complessa e scottante   questione  tabacco,  produzione strategica per l’ economia umbra  nella cui  filiera  regionale operano oltre 8mila unità lavorative. Brugnoni ha ricordato che  con l’applicazione della riforma dell’ Ocm esiste il rischio reale di abbandono della coltivazione per effetto del disaccoppiamento totale degli aiuti, un pericolo, questo, che va assolutamente scongiurato con una seria politica della qualità, da concordare con le imprese di trasformazione e manifatturiere; una qualità che possa garantire ai produttori prezzi remunerativi, tali da rendere ancora conveniente la coltivazione del tabacco, coltura difficilmente riconvertibile al momento nelle nostre aree . Una politica della qualità che dovrà necessariamente essere accompagnata da specifiche e adeguate misure agroambientali a favore del comparto, ora al vaglio della Commissione,  che si spera vengano al più  presto approvate dall’ Unione Europea.
Infine al tavolo nazionale si è dibattuta la crisi della suinicoltura ben nota agli allevatori umbri che oltre alle  penalizzanti difficoltà di mercato,  stanno subendo pesanti contraccolpi dall’applicazione delle disposizioni comunitarie in materia di salvaguardia dell’ ambiente. Ancora Fontanella a denunciare il “cortocircuito” in cui si è venuta a trovare la suinicoltura in Umbria per effetto della contemporanea operatività della  direttiva nitrati e della sospensione dell’ attività dei due principali impianti di depurazione presenti  nella regione con l’adozione conseguente di ordinanze di divieto di reistallo di suini.

L'importanza  per l'Umbria e per molte regioni italiane  della zootecnia esigerebbe  come da tempo richiesto, dalla Cia un piano organico di settore che possa prevedere strategie specifiche di sviluppo e interventi di valorizzazione delle filiera per recuperare il valore aggiunto delle produzioni che, come tutti sanno, a partire dalla   storica e tradizionale norcineria,  sono un  fiore all’ occhiello della nostra regione ma che purtroppo non concorrono al momento a caratterizzare un prodotto umbro dop.
Al termine di tre giorni intensi di lavoro sui temi più salienti dell’agricoltura si è eletta la massima Assise dell’Organizzazione  l’Assemblea Nazionale della Cia della quale andranno a far parte 10 imprenditori umbri in rappresentanza dei più importanti comparti regionali, Brugnoni Domenico, Fontanella Leonardo, Fioriti Francesco, Sisani Massimo, Zoi Luca, Tacconi Giovanna, Tiezzi Letizia, Pennacchi Roberto, Ranieri  Valeria, Agneni Giulio.


Perugia, 1 marzo  2010

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