Si è tenuto a Perugia, nella sala “Emilio Sereni” della sede della Cia-Confederazione italiana agricoltori, l’atteso vertice tra Regione e Cia sulle problematiche dell’agricoltura umbra. All’incontro ha partecipato la presidente della Regione, Catiuscia Marini, accompagnata dall’assessore regionale all’agricoltura, Fernanda Cecchini; per la Confederazione erano presenti il presidente Domenico Brugnoni, il direttore generale Catia Mariani e l’ intera Giunta regionale. Nella sua introduzione il presidente Brugnoni ha evidenziato le problematiche di più stretta attualità per l’agricoltura che, anche in Umbria e nonostante il momento di grave difficoltà causato dagli effetti della crisi  combinati ai ben noti problemi di mercato, si è confermata – secondo i più recenti dati statistici - vitale e con risorse importanti per contribuire alla crescita ed alla creazione di nuovi posti di lavoro. “Vale la pena, insomma – ha detto il presidente regionale della Cia - puntare con maggiore incisività su un settore che ha tenuto, seppure tra mille difficoltà, sia in termini di occupazione che di Pil. In Umbria siamo appena usciti – ha proseguito Brugnoni – da un anno particolarmente negativo anche dal punto di vista meteorologico; prima le neve, poi la siccità e infine l’alluvione dell’11 novembre hanno messo a dura prova la resistenza degli agricoltori, compromettendo l’esito delle loro attività produttive.” A tal proposito Brugnoni ha chiesto che siano attivate con urgenza  tutte le azioni volte ad indennizzare gli imprenditori alluvionati e a mettere in sicurezza le principali infrastrutture danneggiate - alvei fluviali, casse di espansione etc. - per evitare il ripetersi di tali eventi catastrofici. Successivamente il presidente della Cia dell’Umbria ha invitato la Regione a mettere in campo iniziative  nei confronti di tutte le Istituzioni europee affinchè non vi sia una soluzione di continuità tra la vecchia e la nuova programmazione delle risorse e sia resa più rispondente alle esigenze degli agricoltori la riforma della Politica agricola comune (Pac) per il periodo 2014-2020, attualmente in fase di avanzata discussione. Brugnoni ha messo in evidenza, quindi, la necessità di una tempestiva approvazione degli atti normativi e di programmazione per il settore, da tempo attesi dal mondo agricolo umbro; si tratta, in particolare, del Piano zootecnico e di quello vitivinicolo, ma anche della nuova legge sull’agriturismo. Infine il presidente regionale della Cia ha ringraziato la presidente Marini e l’assessore Cecchini per la disponibilità sempre dimostrata ad affrontare e risolvere con concretezza i problemi di un settore sul quale puntare con decisione per lo sviluppo  dell’economia regionale con particolare attenzione alla necessità di mettere in campo azioni di snellimento e semplificazione delle tante procedure burocratiche che interessano il settore primario. In Umbria l’agricoltura, ha detto per parte sua l’assessore regionale Fernanda Cecchini, “rappresenta uno dei principali punti di forza non solo dell’economia, ma anche del tessuto sociale, così come è parte fondamentale dell’ambiente e del paesaggio. Dunque, l’agricoltura è un imprescindibile presidio del territorio che dobbiamo difendere e valorizzare nelle sue vaste e variegate componenti. L’agricoltura che produce, che dà lavoro, che conserva ambiente e insediamenti umani e produttivi è quella che va difesa. Quanto alle specifiche questioni poste dai rappresentanti della Cia sui molti temi che riguardano il mondo agricolo umbro l’assessore Cecchini ha dato assicurazione che presto la Giunta regionale varerà il nuovo Piano zootecnico che dovrà meglio definire “dove e come si deve allevare”; così come si stanno ultimando le fasi partecipative del Piano vitivinicolo con il quale la Regione Umbria intende  valorizzare ancor di più la “risorsa vino” puntando ad una politica che, pur nelle diversità dei territori e delle produzioni, “deve saper affermare il marchio ‘Umbria’ come brand unico per poter meglio promuovere in Italia e nel mondo il vino umbro”. Per ciò che riguarda il settore dell’agriturismo l’assessore Cecchini ha ribadito che è intenzione della Regione preservare questo comparto da attività che troppo spesso si discostano dall’originario ed originale modo di svolgere in Umbria l’agriturismo: “stiamo lavorando, anche in raccordo con le associazioni di categoria, per definire una riforma della legge sull’agriturismo che punti essenzialmente a difendere proprio le attività agricole all’interno delle quali si svolge quella agrituristica, sapendo che si dovrà anche poter fare sintesi con le esigenze del settore più squisitamente turistico. Per questo nei prossimi giorni convocheremo un tavolo comune tra settore agricolo e turistico affinché insieme si possa decidere per scelte che possano essere utili e positive per l’intera economia umbra.” Concludendo i lavori dell’incontro la presidente Marini ha voluto innanzitutto ringraziare la Cia dell’Umbria per aver scelto un metodo di confronto “utile e positivo”. “E’ vero ciò che avete affermato – ha detto la presidente Marini - riguardo alla nuova fase della programmazione dei fondi comunitari 2014-2020: siamo in un momento molto importante e delicato del negoziato. Insieme dobbiamo lavorare affinché le politiche agricole comunitarie servano effettivamente a sostenere la nostra agricoltura. Dobbiamo però evitare  – ed il rischio è molto alto – che vi sia un approccio eccessivamente ‘nazionale’ della nuova programmazione che schiaccerebbe e sacrificherebbe l’autonomia delle Regioni che avrebbero minori margini nell’ambito della propria impostazione. Inoltre, una gestione troppo centralistica della programmazione rischierebbe – come è già avvenuto – un utilizzo ‘sostitutivo’ delle risorse comunitaria rispetto a quelle nazionali che sarebbero ulteriormente ridotte e questo – soprattutto in un momento così negativo per tutta l’economia italiana – non possiamo permetterlo.  Se guardiamo al nostro Piano rurale possiamo essere abbastanza soddisfatti per come esso ha operato e per i risultati raggiunti. Ma dobbiamo però guardare al futuro. Ad esempio dobbiamo chiedere che a livello europeo e nazionale si rafforzino le misure per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo dell’agricoltura.” Infine, per ciò che riguarda la questione dei gravissimi danni causati dagli eventi alluvionali la presidente Marini ha comunicato che il Dipartimento di protezione civile, dopo aver effettuato assieme alla Regione Umbria tutte le verifiche, ha già trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri lo schema di decreto per il riconoscimento dello stato di emergenza con un primo stanziamento che dovrà essere utilizzato per gli interventi di massima urgenza per la messa in sicurezza del territorio interessato dagli eventi. Successivamente saranno definite le  quote spettanti ad ogni singola Regione del fondo di 250 milioni inserito nella legge di stabilità; risorse che potranno essere utilizzate esclusivamente per investimenti nelle aree danneggiate. Resta aperta la questione dell’indennizzo dei danni diretti ai cittadini, il cui riconoscimento deve essere stabilito dal Parlamento.

 

L’edizione 2013 della Borsa internazionale del Turismo, tenutasi a Milano nell’ultimo weekend, ha visto come protagonista anche l’agricoltura nelle aree protette della nostra regione. La Cia dell’Umbria, infatti, ha presentato  nell’occasione il video promozionale “RiConoscere i Parchi in Umbria”, realizzato nell’ambito della misura 313 “Incentivazione di attività turistiche” del Programma Regionale per lo Sviluppo Rurale 2007-2013 e molto apprezzato dai tantissimi  che hanno visitato lo stand allestito per la circostanza. Il video, con commento in italiano ed in inglese, mostra attraverso suggestive immagini le bellezze naturalistiche dei Parchi  dell’Umbria. In particolare si sofferma sulla valorizzazione delle attività agricole nelle aree protette, sulla tipicità e qualità delle produzioni agroalimentari e sull’eccellenza dell’ospitalità nei numerosi agriturismi e nelle fattorie didattiche. Un’agricoltura multifunzionale, quindi, quella che caratterizza i circa 100mila ettari dell’Umbria coperti, oltre che dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini,  da 7 Parchi Regionali – Colfiorito, Lago Trasimeno, Monte Cucco, Monte Peglia e Selva di Meana, Monte Subasio, Nera e Tevere – e da oltre 100 Siti Natura 2000 tra i quali l’Oasi Wwf di Alviano. Un grande patrimonio di eccellenze naturalistiche, paesaggistiche, artistiche ed enogastronomiche che, opportunamente valorizzate, potrebbero costituire un sicuro arricchimento dell’offerta turistica regionale. Proprio per questa finalità la Cia dell’Umbria ha scelto un palcoscenico importante, la Bit di Milano, per promuovere il video, sintesi efficace delle meravigliose peculiarità delle nostre aree protette, visionabile nel sito web riconoscereiparchiinumbria.eu, sulla pagina Facebook “Parchi in Umbria” e su Youtube.

Si è tenuto ieri a Perugia l’atteso incontro degli agricoltori aderenti a Cia e Confagricoltura con i candidati umbri dei diversi schieramenti politici in competizione per l’imminente rinnovo del Parlamento. I presidenti regionali delle due Organizzazioni, Domenico Brugnoni e Fabio Rossi, hanno presentato nell’occasione un articolato documento predisposto da Agrinsieme, il coordinamento nazionale nato il mese scorso tra Cia, Confagricoltura e Cooperative Agroalimentari, contenente una serie di proposte per la prossima legislatura ed opportunamente arricchito con richiami alle peculiarità dell’agricoltura umbra.Essi hanno spiegato ai candidati come l’agroalimentare rappresenti una solida realtà nel nostro Paese, un elemento centrale della sua struttura economica e occupazionale, una garanzia per la tutela del suo territorio e del suo ecosistema, con produzioni di qualità che costituiscono una primaria eccellenza del Made in Italy. Ma non hanno mancato di sottolineare come, per affrontare uno scenario di forti mutamenti e di grandi sfide - sicurezza alimentare, liberalizzazione dei mercati, cambiamenti climatici e sfruttamento delle risorse naturali - le imprese agricole debbano essere dinamiche e capaci di sostenersi economicamente generando un reddito adeguato sia per gli imprenditori che per gli addetti. Al contrario – hanno continuato Brugnoni e Rossi -  negli ultimi 10-12 anni la forte perdita di competitività della nostra agricoltura ha ridotto i redditi delle imprese di oltre il 25 per cento anche per una fragilità strutturale - frutto di un’eccessiva frammentazione - e per l’assenza di politiche adeguate e diversificate per tipo di impresa. Pertanto i presidenti di Cia e Confagricoltura dell’Umbria hanno chiesto ai candidati un impegno particolare affinchè, una volta eletti, si facciano carico di elaborare le opportune iniziative parlamentari per venire incontro alle pressanti esigenze dell’agricoltura umbra e nazionale. Subito dopo hanno preso la parola i candidati. Per Eugenio Guarducci, di ‘Fare per fermare il declino’, “noi imprenditori abbiamo fatto gravi errori firmando deleghe in bianco alla classe politica; forse il risultato di martedì ci costringerà a tornare alle urne tra poco”. A giudizio di Beatrice Ricciardi, di “Scelta civica”, il documento presentato si sovrappone bene con il programma dettato dall’agenda Monti, mentre per l’esponente di “Centro democratico” Giuseppe Lomurno 12-13 mesi per erogare finanziamenti sono un’eternità e chi andrà al governo dovrà conoscere bene anche la Pac. Anche per Andrea Lignani Marchesani,  di “Fratelli d’Italia” nella nuova Pac dovranno essere evitati i disaccoppiamenti e favorite le politiche di coesione. Maria Rosi, del Pdl, si è detta convinta della necessità di ricominciare a parlare seriamente dell’agricoltura italiana che può vantare eccellenze conosciute in tutto il mondo e Giuliano Granocchia, di Sel, ha sottolineato l’esigenza di puntare in primo luogo sull’efficacia amministrativa. Giuseppe Luzi, dell’Udc, si è soffermato sugli ostacoli frapposti all’imprenditoria giovanile dalla troppa burocrazia e dalle difficoltà di accesso al credito e Carlo Emanuele Trappolino, del Pd, ha sostenuto la necessità di riconoscere i contributi della Pac a favore degli agricoltori attivi e l’importanza della costituzione di Agrinsieme per rafforzare la rappresentanza dei produttori. Secondo Raffaele Nevi, del Pdl, va abolita l’Imu sui terreni e sulle pertinenze agricole, mentre per Maurizio Ronconi, dell’Udc, bisogna ridare forza al settore primario ed istituire un ente regionale per le erogazioni in agricoltura. All’incontro hanno partecipato anche i candidati del Pd Gianpiero Bocci, Valeria Cardinali e Marina Sereni.

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